“Sono soprattutto i piccoli comuni e le comunità delle aree interne che soffrono il progressivo spopolamento – aggiunge – a risentire della carenza dei servizi medici di assistenza di base. Una situazione destinata ad aggravarsi con la conseguente ulteriore fuga dai paesi molisani per effetto dell’età degli attuali medici di famiglia vicini alla pensione: oltre il 50% ha più di 65 anni e, in assenza di un adeguato ricambio generazionale, nel giro di 3-4 anni ci troveremo nella stessa situazione del resto d’Italia. A questo – dice Di Giacomo – va aggiunto il commissariamento del servizio sanitario regionale che di fatto spinge molti giovani medici a scegliere sedi di ambulatorio fuori regione anche per numero ridotto di utenza”.
E conclude: “L’incremento della nostra popolazione di terza e quarta età inoltre è un ulteriore elemento da tenere sotto stretta osservazione per migliorare e incrementare e non certo arretrare nelle prestazioni di prevenzione e cura. Va peggio per i progetti di sanità territoriale e ospedaliera previsti dal Pnrr che – aggiunge – restano sulla carta: su 98,3 milioni di euro sono stati spesi finora 9,3 milioni di euro, pari al 9,5% dei fondi disponibili. Per quanto riguarda le Case della Comunità, risultano finanziati progetti per 13 strutture, per un valore complessivo di 15,5 milioni di euro con una spesa di appena 255mila euro, l’1,6% dei fondi disponibili. Il diritto allo salute – conclude Di Giacomo – non trova riscontro in Molise mentre gli utenti del Servizio Sanitario Regionale pagano addizionali Irpef regionali tra le più “salate” tra le regioni italiane”.
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